Ecco il primo Candidato Consigliere
E' Giuseppe Bezza di Parma, il primo dei candidati consigliere di quest'anno. Conosciamolo meglio:Ciao Giuseppe, tu sei il responsabile dell'unica squadra di Parma, Il Manipolo Touch Rugby Parma. Parlaci un po' di te e del tuo gruppo.
Nasco a Parma nella primavera del 1978. Asilo, scuole e universita'. Cosi sono diventato grande e mi sono trovato un lavoro.
Quando non lavoro vado a caccia (poco, purtroppo) e mi alleno per non farmi scoppiare i polmoni durante una partita.
Mi appassiono al rugby durante una vacanza studio in Inghilterra, dove gioco per un po'.
Purtroppo un problema al ginocchio interrompe la mia brevissima carriera.
Il Manipolo T.R. Parma nasce nel 2008.
Dopo alcuni travagli interni, dovuti a continui cambi di formazione, si sta strutturando e puo' contare su uno zoccolo duro di circa 18 giocatori.
Il principale avversario della squadra, per il momento, e' questo tempo infame che non ci consente di scendere in campo...
Tu sei candidato al ruolo di consigliere di lega, un ruolo delicato durante questo primo periodo di assestamento, come ti comporterai?
Mi compotero' da par mio: onestamente e parlero' fuori dai denti.
Nonostante il mio lavoro non mi lasci molti spazi, cerchero' di presenziare il piu' possibile.
Come vedi la situazione attuale del Rugby Touch Italiano e le sue prospettive per il futuro?
Il touch rugby, ma io preferisco invertire i termini, vive una fase cruciale: e' appena uscito dalla culla e comincia a camminare.
Purtroppo le gambe non sono ancora stabili.
Fuor di metafora: mancano soldi, impianti, attenzione dei media, unita' del movimento.
Il ruolo della lega deve essere quello, inizialmente, di colmare le suddette lacune.
Conosciamo Spartaco, secondo candidato
Ciao Spartaco, presentati agli associati:Salve a tutti, come la stragrande maggioranza degli italiani non ho un passato rugbistico ma calcistico.
Diversi anni fa pero', nauseato dal mondo del calcio, mi sono appassionato a quello del Rugby.
Avendo subito in passato diversi seri infortuni e non potendo pertanto giocare a Rugby, da circa tre anni ho provato a cimentarmi nel Touch. Ho provato cosi anch'io l'emozione di correre con una palla ovale tra le mani.
Sempre da circa tre anni sto provando ad introdurre il Touch nella mia citta', francamente con scarsissimo successo, ma sono comunque riuscito ad organizzare due tornei in collaborazione con gli Old Rugby Perugia.
Grazie al sito web di MaiDireMeta, ho conosciuto Maci nel 2007 a Silea ed ho potuto constatare che il Touch al nord e' una vera realta'. Speriamo che presto lo diventi anche al centro e nel resto d'Italia.
Sono rimasto molto dispiaciuto, come del resto tutti voi,della scissione tra TRI e LITR ma penso che, data l'enorme diversita' di vedute e di mentalita', la cosa era inevitabile e forse anche auspicabile.
Spero che la LITR rimanga umile e metta sempre al centro delle proprie attivita' il divertimento e l'amicizia.
Altra cosa alla quale tengo molto, in completa sintonia con Maci, che il mondo del Touch e quello del Rugby vadano sempre a braccetto.
Il touch viene dal Rugby. Le due realta' devono rimanere indissolubilmente unite nel promuovere la palla ovale.
Non gradisco cio' che sta succedendo in Italia e all'estero dove si tende a distinguere nettamente le due discipline.
Nella speranza d'incontravi al piu' presto, mando a tutti un forte abbraccio, Spartaco da Perugia (38 anni).
Tu eri presente al primo torneo internazionale di rugby touch italiano, la Coppa delle Alpi, organizzata da MaiDireMeta.
E' da li che nasce la voglia di portare un torneo anche nella tua citta'?
Sicuramente. A Silea ho capito che potevo contare sul sostegno di alcune persone che come me, stavano tentando di promuovere il Touch in Italia.
Da li' e' venuta l'idea di organizzare un torneo di Touch a Perugia, poi ripetutosi l'anno successivo.
Cosa pensi della situazione attuale del Rugby Touch in Italia e nel mondo?
Sicuramente il fenomeno Touch in Italia e' in netta espansione. All'estero e' invece una realta' gia' da tempo.
Purtroppo in Italia, per il momento, fatica ad attecchire al centro e soprattutto al sud....ma siamo solamente all'inizio.
Ribadisco pero' il concetto espresso sopra: Rugby e Touch devono camminare insieme.
Cosa che sia in Italia che all'estero spesso non avviene.
Roberto di Vicenza e' il terzo candidato
Ciao Roberto, tu sei responsabile del gruppo Touch Rugby Vicenza, parlaci un po' di te e della tua squadra.Mi chiamo Roberto Pellizzari e ho 42 anni.
Sono un convinto sostenitore del cross training e pratico diverse discipline sportive.
Da qualche tempo mi sono appassionato al rugby seguendo le partite del 6 nazioni alla tv e ho iniziato a giocare a touch solo da qualche mese.
Fin da subito ho coinvolto moglie ed amici e un po' alla volta siamo riusciti a far crescere un piccolo ma compatto gruppo di touchers che si diverte a giocare con la palla ovale nei parchi di Vicenza.
Webetico e' partner della Lega Italiana Touch Rugby, cosa ti ha convinto a sostenerci?
Webetico si occupa di comunicazione e internet e fin dalla nascita della nostra societ abbiamo avuto un occhio di riguardo per il mondo dell'associazionismo stato naturale quindi per noi mettere a disposizione la nostra esperienza per aiutare il touch a crescere.
Cosa pensi dello sviluppo del movimento Rugby Touch Italiano?
Vedo un po' di confusione nel panorama touch italiano ma non sono preoccupato.
Considero naturale che una disciplina, praticamente appena nata, debba attraversare un periodo di assestamento prima di trovare la sua dimensione.
Comunque la linea scelta da LITR quella giusta e sono certo che porter ottimi risultati. Il touch uno sport sociale e tale deve rimanere, l'agonismo ci vuole certamente ma alla fine lo scopo primario deve essere quello di stare insieme e divertirsi.
Ecco il quarto candidato, Davide di Asolo
Ciao Davide, presentati ai nostri sociHo 28 anni, dato che ho la fortuna di provenire da un luogo dalle forti radici rugbystiche, ho praticato questo sport fin da poco piu' che bambino nell'allora Pedemontana Rugby di Asolo.
A causa poi degli impegni di studio durante l'universita' ho dovuto smettere con rammarico l'attivita' agonistica.
Circa un'anno fa ho scoperto il rugby touch e l'ho trovato interessante come attivita' che permettesse di continuare una propria passione, mantenersi in forma e stare con gli amici anche se si ha poco tempo, molti impegni e non si riuscirebbe quindi a star dietro a tre allenamenti alla settimana piu' la partita di campionato alla domenica...
E' un gioco stimolante e decisamente piu' divertente dell'"educativo" usato abitualmente come riscaldamento.
Hai organizzato insieme a Andrea Regosa ed ai ragazzi di Asolo il Torneo "Toccami, touch rugby party" l'anno scorso, com'e' organizzare un evento per il Touch Rugby? Vi ha aiutato il patrocinio della Lega Italiana Touch Rugby?
Beh, se si tratta di un evento di discrete dimensioni come quello di Asolo e' impegnativo, ci sono un sacco di cose da fare, organizzare e coordinare, ma grazie al lavoro di tutti e al gioco di squadra nulla e' impossibile.
Il patrocinio e' importante perche' garantisce una certa visibilita' tra i club e i gruppi e puo' essere una discriminante per il successo o insuccesso di un evento dal punto di vista della partecipazione.
Tu sei anche un allenatore, porterai le tue conoscenze in seno all'associazione?
Avendo giocato solo a rugby fin da piccolo qualcosa ho anche appreso!
Scherzi a parte, vedro' di fare quanto mi e' possibile, credo che ci si diverta se si riesce a giocare bene e cio' passa inevitabilmente attraverso la crescita tecnico-tattica dei singoli e delle squadre.
Da Roma ecco Angelo, quinto candidato
Ciao Angelo, tu fai parte dello staff della Touch Rugby Roma, uno dei gruppi piu' numerosi e ben organizzati d'Italia, raccontaci un po' di te e del tuo gruppoSono Angelo Ciacciarelli, ho 41 anni e di mestiere faccio l'informatico.
Non ho avuto precedenti esperienze di Rugby giocato pur essendo da molti anni appassionato di questo sport .La nostra squadra nasce nel settembre 2007 da un piccolo gruppo di persone che, grazie al contributo di Mai Dire Meta, e' riuscito ad incontrarsi ed organizzare i primi allenamenti.
I passi compiuti in questo anno e mezzo sono stati moltissimi.
Oggi siamo un'Associazione Sportiva regolarmente registrata, contiamo circa 30 soci, ci alleniamo negli impianti di una importante societa' rugbystica cittadina, la Rugby Roma 2000, e recentemente siamo riusciti a partecipare al Torneo Etrusco di Perugia con 40 persone al seguito tra giocatori, parenti e sostenitori.
L'elevato numero di appassionati che si e' unito a noi ha richiesto la creazione di un'organizzazione societaria piuttosto articolata per riuscire a fronteggiare tutte le esigenze che si manifestano giorno per giorno.
Come vedi il Rugby Touch nella tua regione?
Senza dubbio in questi ultimi tempi registriamo un aumentato interesse verso il Touch Rugby.
Non si sono formate altre squadre, ma nei mesi scorsi abbiamo avuto la possibilita' di incontrare alcune formazioni Old e non solo, facenti parte delle principali societa' rugbystiche romane.
I contatti con altre compagini e singoli, che desiderano cimentarsi in questa disciplina sportiva, divengono via via piu' frequenti.
Se, nel prossimo futuro, il nostro sport verra' promosso con la giusta attenzione, con mezzi e forme adeguati, a breve la nostra regione potra' diventare un importante serbatoio di squadre ed atleti per il Touch Rugby.
Cosa pensi del futuro di questo sport in Italia?
Nell'ultimo anno sono nate numerose squadre, e molti appassionati stanno cercando di crearne nelle citta' dove ancora non esistono.
Dal mio punto di vista ritengo che si sia giunti ad un momento di svolta.
Occorre iniziare a pensare ad un coordinamento nazionale di tutte queste realta' che si prenda in carico di gestire in maniera adeguata lo sviluppo della nostra disciplina sportiva.
Creare una 'rete' di squadre o singoli, il piu' possibile distribuita nel territorio nazionale, per iniziare ad avviare in loco progetti di crescita numerica e tecnica.
In poche parole trasformare un movimento per lo piu' spontaneo in qualcosa che abbia la dignita' e l'organizzazione di uno Sport vero quale e' il Touch Rugby.
Conosciamo Aristea, ultima candidata di queste elezioni
Ciao Aristea, dicci qualcosa di te.Non gioco a touch rugby e non ho mai seguito il rugby prima di incontrare Sergio.
La mia, quindi, e' una passione abbastanza "fresca"... diciamo non una passione di quelle che si coltivano sin da bambini.
L'essere venuta in contatto, pero', con questi ambienti mi ha fatto realizzare che puo' esistere un mondo sportivo pulito, schietto e verace.
Ho sdsdisldfjsdfOVE anni, ho tre figli maschi, abito a Roma e sono la moglie del fondatore della prima squadra di touch rugby a Roma (anche se attualmente la presidenza per motivi di impegni lavorativi e' slittata).Ho tantissimo ancora da capire su questo sport.
L'unico punto a mio favore e' la volonta' di collaborare in qualcosa che sta nascendo praticamente ora, di essere, quindi, in qualche modo presente nella costruzione e nello sviluppo dell'idea del touch rugby in Italia.
Tu hai partecipato fin dall'inizio alla crescita dell'associazione, cosa pensi della situazione attuale?
credo che la situazione attuale sia un buon calcio d'inizio.
Sono certa che sebbene si stia lavorando gia' da parecchio tempo per la crescita di questa federazione, stiamo ancora vivendo nello scoppio iniziale, con una grande spinta, tanta energia e traiettoria sicura.
Malgrado forze opposte che girano intorno a questa nuova forma di vita, direi che abbiamo la fortuna, attualmente, di avere tutti le stesse intenzioni, tutti guidati dalla stessa volonta' di riuscire a costruire qualcosa di concretamente buono!
Che ne pensi della partecipazione femminile nelle attivita' del Rugby Touch? come porteresti piu' giocatrici nei campi italiani?
Per quanto riguarda la presenza femminile, direi che non solo e' un fenomeno in crescita, ma soprattutto e' la conferma che il touch e' uno sport di unione, di socializzazione, piu' del rugby stesso, se vogliamo.
Credo inoltre che non si debba fare nulla di piu' di quello che gia' in questa organizzazione si stia facendo in termini di volonta' ed entusiasmo, e mi auguro che questo modo di rapportarci con chi ha creduto ed ha provato, con chi si sta affacciando a credere ed a provare e con chi certamente credera' nella nostra coerenza, ci porti sempre piu' lontano!
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